Il parroco don Maurizio Canclini pensò a un progetto in cui alcuni
giovani che frequentavano la parrocchia e la Luyobolola Community
School potessero mettere in pratica interessi e capacità artistiche
che dimostravano di avere.
Molti di loro infatti dimostravano un particolare interesse verso
tutto ciò che riguarda l’arte figurativa africana nelle diverse sue
espressioni, dalla scultura alla pittura alla decorazione.
Gli obiettivi furono molteplici sin dall’inizio: da una parte si
voleva dare una formazione artistica sia tecnica, che culturale che
approfondisse le conoscenze personali degli
artisti.
Inoltre si voleva che venisse riscoperta e portata avanti l’identità
culturale del popolo tonga che altrimenti andrebbe persa o quantomeno
offuscata dalla modernizzazione della società urbana; dall’altra si
intendeva avviare una scuola che potesse insegnare un mestiere e
quindi dare, nel futuro, una possibilità di lavoro e sviluppo
economico a questi giovani.
Nacque così, nell’aprile 2002, una scuola d’arte con dodici allievi e
un insegnante, in cui si imparava a scolpire il legno, a dipingere su
tela e legno.

Scuola d’Arte
Inizialmente, le lezioni avvenivano sotto un albero,fino a quando
grazie ad una donazione da parte di un benefattore italiano abbiamo
potuto comprare il materiale per la costruzione di una classe
dedicata appositamente alla scuola d’arte. L’aula a forma di
"chitungu" (la casa tradizionale africana a forma circolare e
con il tetto in paglia), è stata realizzata dagli stessi ragazzi
frequentanti il corso e subito attrezzata con gli strumenti necessari
alla lavorazione del legno e alla pittura.
Le opere prodotte hanno riscontrato l’interesse di diverse persone,
in modo particolare dei turisti italiani di passaggio a
Mazabuka. Molti hanno manifestato entusiasmo verso il progetto e
hanno contribuito direttamente al suo ampliamento sia con alcuni
finanziamenti sia facendo conoscere le opere in Italia. La produzione
di statuette, maschere africane, e raffigurazioni pittoriche
religiose ha riscontrato molto successo e così abbiamo pensato di
trasformare la scuola in vero e proprio laboratorio d’arte, così da
poter raggiungere non solo il "mercato protetto" dei
turisti e degli amici italiani dei missionari presenti in parrocchia,
ma anche un circuito commerciale più largo che comprenda il mercato
locale e quello internazionale.

Legno intagliato: crocifisso e maschere
Ciononostante si vuole garantire una
formazione continua dei giovani artisti, mantenendo quindi la
vocazione formativa delle nuove leve, ma anche permettendo una
formazione superiore a coloro che sono più dotati e dimostrano più
volontà e interesse. A costoro è data la possibilità di frequentare
il college artistico a Lusaka in cui si possono sviluppare e
perfezionare conoscenze e capacità. Gli artisti che terminano il
college diventano a loro volta insegnanti per i più
giovani. L’insegnamento si avvale anche della collaborazione di
artisti professionisti volontari che vengono dall’estero (finora
Italia e Stati Uniti) per trasmettere esperienze e conoscenze ai
giovani della scuola.

Legno intagliato: crocifisso e maschere
Ogni artista guadagna dal proprio lavoro, non esiste, infatti, un
fondo comune o uno stipendio mensile. In questo modo ognuno è
stimolato a lavorare e produrre sempre di più e meglio e si evita che
possano prodursi comportamenti opportunistici, molto diffusi in una
società dove la maggioranza della popolazione è povera. Anche questo
aspetto contribuisce alla formazione umana dei giovani che imparano a
non approfittarsi degli altri, oltre che ad una formazione
professionale, in quanto chi vende meno è stimolato a migliorare
qualitativamente la propria produzione e/o a incrementarne il numero
dei pezzi.
Attualmente i giovani artisti sono nove, di età compresa tra i 19 e i
27 anni. I leaders del progetto sono tre, sono loro che si
preoccupano dell’organizzazione e gestione del gruppo di artisti e
dell’amministrazione finanziaria. Due di loro stanno frequentando il
college per l’arte a Lusaka, il terzo comincerà il prossimo anno
(2006). Ad essi sarà affidata l’istruzione dei nuovi aspiranti
artisti e la formazione permanente degli attuali artisti.
Tra tali artisti ve ne sono due con disabilità motorie. In
particolare per questi il centro rappresenta una valida fonte di
sviluppo umano e professionale. In una società povera di risorse e di
servizi per persone svantaggiate, quale è quella zambiana,
difficilmente potrebbero trovare un’altra attività che permetta loro
di vivere dignitosamente con il proprio lavoro.